Invasione Digitale al Museo Diocesano di Napoli


Informazione sull'Invasione:

Invasione digitale al Museo Diocesano di Napoli!

Sabato 3 Maggio 2014 venite ad ammirare  le due fantastiche chiese di S.Maria di Donnaregina Vecchia con i meravigliosi affreschi trecenteschi di Pietro Cavallini e il monumento sepolcrale di Maria d’Ungheria opera di Tino di Caimaino e S. Maria di Donnaregina Nuova, in un viaggio che va dal Gotico al Barocco nonchè il Museo con le bellissime opere che vanno dal XII al XVIII secolo con artisti tra i quali Francesco Solimena, Luca Giordano e Andrea Vaccaro. Invadiamo e rendiamo pubblici e fruibili questi capolavori! 

Le prime testimonianze documentarie di questo luogo risalgono al 780, quando venne citato un complesso monastico presso le mura cittadine detto San Pietro al Monte di Domina Regina, probabilmente in riferimento alla proprietaria dei terreni. Questo convento fu abitato da monache italo-greche, da basiliane, da benedettine nel IX secolo e infine da francescane. Un violento terremoto del 1293 distrusse il monastero che fu adottato dalla moglie di Carlo II d’Angiò, Maria d’Ungheria. A partire dal 1307, Maria provvide alla ricostruzione della chiesa in stile gotico, donando all’ordine gioielli e rendite. Completati i lavori nel 1316 la regina dispose che il suo sepolcro, realizzato dallo scultore senese Tino di Caimaino fosse posto in questa chiesa. Egli realizzò un magnifico monumento, oggi esposto nella parete sinistra della navata. Nel 1390 un fulmine colpì la chiesa provocando un grave incendio che distrusse il tetto e alterò i colori degli affreschi presenti nel coro. Questi dipinti costituiscono il più vasto e interessante ciclo trecentesco conservato a Napoli. Realizzato a partire dal 1320, fu attribuito alla scuola di Pietro Cavallini. Oltre agli affreschi, nel coro della chiesa di Donnaregina si può ammirare il cassettonato ligneo con l’Incoronazione della Vergine risalente al XVI secolo.

All’inizio del Seicento le monache clarisse decisero di costruire una nuova chiesa barocca che chiamarono Santa Maria di Donnaregina Nuova, annettendo l’antica chiesa gotica alla zona di clausura. I lavori cominciarono nel 1617 e la chiesa fu consacrata nel 1669. Nel 1861 il monastero fu soppresso e le suore trasferite. Tra il 1928 e il ’34 il soprintendente Gino Chierici, con grande sforzo ingegneristico,separò le due chiese, spostando la parte del coro nuovo di 6 metri su binari da treno, e ricostruendo la parte mancante dell’abside trecentesca. 

Il percorso museale è composto da temi significativi della fede cristiana vissuta e manifestata nella Chiesa napoletana:al piano navata, si trova la rappresentazione di S. Gennaro, patrono di Napoli e la raffigurazione di “Maria”, modello di vita per i cristiani. Al piano superiore il primo tema è quello del “Mistero e Sacrificio del Cristo”, seguito da quello dei “Martiri” e poi dalla “Vita consacrata” di quanti hanno manifestato la Fede attraverso il monachesimo e gli ordini religiosi. Questi temi della Cristianità trovano descrittori formidabili in pittori come Andrea Vaccaro, Luca Giordano, Francesco Solimena. Inoltre il museo è sede della rara Stauroteca del XII secolo custode di un frammento della Croce del Cristo. I due percorsi, quello medievale e quello barocco si completano, formano una sinergia unica che ci conduce lungo il filo della storia dell’arte napoletana in cui ritrovare le nostre radici e quelle della nostra fede.

Orario di inizio: ore 11:00

Costo biglietto: 3 euro

E’ consentito fare foto senza flash con fotocamera e smartphone.

Pagina facebook evento: https://www.facebook.com/events/1416867758580187/?ref_dashboard_filter=upcoming

sito web: www.museodiocesanonapoli.com

Hashtag ufficiali: #museodiocesanonapoli, #goticoebarocco

organizzatori: Laura Maiellaro, Grazia Zero

info: laura.maiellaro@gmail.com, Museo Diocesano Napoli Tel. 081 5571365

 

Non è possibile registrarsi all'invasione.

Data e ora dell'Invasione:

Giorno: 03/05/2014
Ora: 11:00
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Luogo da invadere:

Napoli - Largo Donnaregina - Napoli

Capo Invasore:

Laura Maiellaro, Grazia Zero

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