#InvadiamoLaTriChora

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Informazione sull'Invasione:

La cella trichora di Santo Stefano è costituita da un vano triabsidato preceduta da un grande nartece, considerato da eminenti studiosi di particolare interesse storico e architettonico e si distingue dalle altre trichore per le sue armoniose proporzioni. Non vi sono indicazioni dirette sul periodo della costruzione: si oscilla dal V all’VIII secolo d.C. Il nartece, invece, è del periodo della dominazione normanna, ovvero tra l’XI e il XII secolo. Nel 1284 una colata lavica arrivò sino a quota 402 metri s.l.m., lasciando intatta la chiesetta nella spianata a quota 383 metri s.l.m. I monaci che abitavano nel vicino monastero distrutto dalla lava abbandonarono il sito e si trasferirono altrove. Quindi, laddove i frati avevano creato un centro di propulsione di vita civile ed economica, decadde tutto.
Dopo anni di assoluto abbandono, nel 2012, i ruderi del tempietto sono stati acquisiti dal Comune di S. Venerina. Alla fine del 2014 l’Assessorato regionale ai BB. CC. AA. ha approvato all’amministrazione comunale il decreto di finanziamento del progetto di messa in sicurezza e restauro della Chiesa bizantina di Santo Stefano. Il 12 marzo 2015 sono stati consegnati i lavori che si concluderanno sul finire dell’estate del 2015. Suggestivi, oltre che secolari, sono i querceti che attorniano il bene monumentale. A ridosso del querceto si trovano dei tipici terrazzamenti di vigneti costruiti a secco e che costituiscono un anfiteatro naturale, importante memoria del paesaggio agrario etneo (patrimonio UNESCO). Vi si accede tramite la via De Pretis e si trova in contrada San Michele, Dagala del Re.

Registrazione aperte per questa invasione.

Data e ora dell'Invasione:

Giorno: 06/05/2017
Ora: 10:00
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Luogo da invadere:

Santa Venerina - Contrada San Michele, Dagala del Re.

Capo Invasore:

TriChoraLab

Sito Web

http://www.trichora.flazio.com

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