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Appuntamento al cosiddetto Monte San Basilio è un piccolo colle che sorge isolato nella piana di Catania, territorio di Lentini ma a qualche chilometro da Scordia. Allinterno si trova una costruzione sotterranea scavata nella roccia che consisteva in una grande sala rettangolare, con trenta pilastri, anchessi ricavati nella roccia, scala di accesso e copertura a grandi lastroni della stessa pietra.
protoclassica (cinta muraria e costruzione sotterranea), ellenistica (necropoli), bizantina (escavazioni in roccia). Tra queste, le scoperte più significative erano la cinta muraria e la costruzione sotterranea a pilastri.
Della cinta muraria, a grandi blocchi regolarmente squadrati, collocati con una tecnica simile a quella della cinta di Leontini, il tratto scoperto dall’Orsi correva lungo il limite ovest della spianata ed aveva quasi al centro un passaggio.
La costruzione sotterranea scavata nella roccia consisteva in una grande sala rettangolare (m. 18 x 16 ca.), con trenta pilastri, anch’essi ricavati nella roccia, scala di accesso e copertura a grandi lastroni della stessa pietra. sul limite occidentale della spianata (ad Ovest dell’accesso alla costruzione sotterranea), ha, inoltre, consentito la scoperta di un santuarietto rupestre e di una capanna preistorica.
Il santuarietto era costituito da due grottoni scavati nella roccia e da una serie di muri, costruiti a grossi blocchi di arenaria o ricavati dalla roccia (in questo caso erano simulati i blocchi con incisioni sulla roccia stessa); al centro era una strana struttura (una specie di altare rettangolare), anch’essa ricavata nella roccia, con una gradinata dal lato sud. Dai materiali rinvenuti (in particolare lucerne e statuette di terracotta riportabili al culto di divinità femminili, forse Demetra), si è tratta la convinzione che si trattasse di un piccolo santuario.
Forse esso era in connessione con la grande costruzione sotterranea dentro la quale si giungeva da un passaggio aperto in una delle grotte (moderno?), dove non si è potuto effettuare nessun saggio, data la pericolosità della copertura, i cui blocchi in bilico rischiavano di crollare. Si spera che la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, che, con la direzione dell’archeologa Beatrice Basile ha operato negli anni scorsi un opportuno restauro, consenta la ripresa dell’indagine, data l’importanza
del monumento.
La capanna preistorica, individuata nell’area del santuarietto, per la presenza di una serie di buchi per pali che ne indicavano il perimetro, molto piccola, apparteneva alla fase
castellucciana (come quelle individuate dall’Orsi nell’altro pendio), fase alla quale si riportava anche una tomba scoperta nei pressi, con scheletro rannicchiato e coperchio in pietra.
Un altro interessante rinvenimento si è effettuato sul pendio orientale del colle, in cui sono venuti in luce due complessi abitativi medioevali, costruiti adattando muri in pietra a grotte scavate nella roccia. Particolarmente interessante quello individuato nella zona più orientale della terrazza, costruito con tecnica a piccoli blocchi davanti a due grandi grotte certamente riutilizzate. L’unità abitativa, cellula familiare e produttiva di un insediamento feudale, era costituita da una serie di ambienti disposti ad U intorno ad un cortile con piano di roccia ed aveva il focolare nell’angolo nord, vicino all’ingresso del grottone maggiore; era molto probabilmente coperto da tettoia a tegole retta da pali; una larga porta consentiva l’accesso al grottone (fig.4). I materiali recuperati confermano la cronologia dell’abitato ai secoli XII-XII
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Data e ora dell'Invasione:
Giorno: 04/05/2014Ora: 09:30