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Palazzina del Belvedere
Allinterno della Palazzina Belvedere è allestita da luglio 2013 la Collezione Archeologica Faldetta. La struttura è situata sul lungomare nei pressi della scalinata Virgilio, con alla sommità i resti della casa del sommo poeta latino Virgilio e delle Colonne Romane. La Palazzina rappresenta un importante polo museale che rientra in un ampio percorso turistico-culturale della città di Brindisi: a pochi passi, infatti, è collocata la Casa del Turista, i complessi monumentali di Palazzo Granafei Nervegna e della ex Corte dAssise, degli ex Conventi delle Scuole Pie e di Santa Chiara, il sistema strategico difensivo e il Tempio di San Giovanni al Sepolcro. La Collezione archeologica Faldetta, sottoposta a tutela ai sensi della legge 1° giugno 1939 n. 1089 con decreto ministeriale 18 ottobre 1978 proposto dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia, vanta 363 reperti essenzialmente di provenienza pugliese, disposta nella sala di piano terra e del piano superiore. Essa comprende una ricca varietà di forme vascolari in ceramica micenea, corinzia, attica a figure nere, italiota a figure rosse, a vernice nera, bruna e rossa, in stile di Gnathia, policroma, acroma, geometrica, subgeometrica e a fasce. Inoltre, vi sono anche esempi di reperti in pasta vitrea, in bronzo ed alcuni esemplari di coroplastica e scultura di ambito indiano. La potenzialità della collezione è nella unicità di alcuni esemplari. Vanno menzionati: una giara a staffa, di produzione micenea del 1300-1230 a.C.e sei crateri a campana, appartenenti alla ceramica italiota a figure rosse del IV secolo a.C. Tra questi ultimi spicca, per il suo notevole valore artistico e storico un cratere di produzione protoapula del secondo venticinquennio del IV secolo a.C., attribuito dal prof. Arthur Trendall (noto specialista di ceramografia antica), alla cerchia del Pittore di Tarporley., che dipinge scene figurate in cui è ripetutamente raffigurata una maschera teatrale Leccezionalità è nella particolare e rara decorazione che il vaso reca: la raffigurazione di due maschere femminili. A conferma dell’importanza del reperto in esame vi è da sottolineare che lo stesso è stato menzionato su unimportante saggio scientifico, edito da John Russel Brown dal titolo The Oxford Illustrated History of theatre . Inoltre, va citato un altro cratere a campana , sempre collegato al mondo del teatro, sempre di produzione protoapula (380 -360 a.C. ca.) sul quale il soggetto della scena principale è una scena dell’ Orestea di Eschilo. Il cratere è attribuito ad un seguace del pittore di Tarporley, al “Long Overfalls Group”.
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Data e ora dell'Invasione:
Giorno: 01/05/2014Ora: 10:00