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Il Museo Paleontologico Archeologico di Serravalle di Chienti è nato nel 2002 da un progetto sinergico tra comune, Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche e Università di Camerino. Al suo interno sono presenti i reperti fossili rinvenuti nei giacimenti fluvio-lacustri delle località Cesi (700.000 anni fa) e Collecurti (900.000 anni fa). Tra le specie sono esposti resti di mammuthus (Mammuthus meridionalis vestinus), ippopotami (Hippopotamus antiquus), rinoceronti (Stephanorhinus hundsheimensis), elefanti (Elephas sp.) e cervidi (Dama clactoniana, Megaceroides solilhacus, ect.). Questo patrimonio di inestimabile valore storico, rappresenta una delle peculiarità del comune di Serravalle di Chienti.
Il percorso museale sarà a breve riorganizzato e completato, per far spazio a nuovi reperti paleontologici e archeologici restaurati di recente e riferibili agli scavi di Collecurti e alle acquisizioni della Collezione “Domenico Pomili” di oltre 3000 reperti di invertebrati fossili marini.
La struttura verrà anche potenziata con aule didattiche per lo svolgimento di laboratori di archeologia sperimentale, alcuni dei quali già in funzione, come il laboratorio di simulazione di scavo archeologico.
Assieme alla visita del Mu.P.A. è possibile visitare l’area archeologica del Condotto Romano e della Botte dei Varano
In località Fonte delle Mattinate in Comune di Serravalle del Chienti, in occasione dei lavori per la costruzione di una nuova galleria di convogliamento delle acque della Piana di Colfiorito o del Casone, resasi necessaria per la parziale ostruzione, a causa del sisma del 1997, della rinascimentale “Botte di Varano“, si è individuata, e quasi totalmente esplorata, una notevolissima opera idraulica di epoca romana, in uso dal periodo repubblicano fino al tardo impero, realizzata allo stesso scopo due millenni fa.
Il manufatto in opera quadrata, lungo circa un chilometro, ha il suo imbocco sul margine nord-orientale della Piana di Colfiorito, e, attraversando un rilievo collinare che la delimita, va a sboccare in un’angusta forra formata dal tratto iniziale del corso del fiume Chienti. Il collettore è stato realizzato quasi totalmente in galleria, senza l’ausilio di pozzi di traguardo, e sicuramente portato a termine con due scavi che partendo dai due estremi si sono raccordati in un punto.
Il percorso della galleria non è diritto, ma segue un andamento a “ S “ ciò per facilitare l’incontro dei due scavi.
Il condotto è costruito con blocchi di travertino spugnoso di provenienza locale non in senso stretto, accuratamente squadrati, così come i conci che formano la volta, disposti a secco; la luce interna è di m 2,60 di altezza per m 0,85 circa di larghezza e mantiene un piano inclinato con una pendenza uniforme per tutta la sua lunghezza dello 0,2 %.
Opere del genere sono ben note nel mondo romano, ma non frequenti di queste dimensioni: si rimanda, per opere analoghe, a quella per la regolamentazione del Bacino del Fucino.
La scelta del materiale lapideo, rispetto ad altri tipi di pietra pure disponibili nella zona, non appare casuale: era evidentemente previsto che la natura stessa del travertino, con lo scorrimento e la percolazione delle acque, favorisse la saldatura dei blocchi tra loro, com’è effettivamente avvenuto.
La botte dei Varano è un’importante opera idraulica realizzata negli anni 1458-1464 che si trova nel territorio del comune di Serravalle di Chienti (MC) e prende il nome dai Varano, signori di Camerino.
Si tratta di un complesso emissario artificiale sotterraneo di circa 200 m di lunghezza che fu fatto scavare da Giulio Cesare Varano nel XV secolo su progetto di ingegneri idraulici fiorentini con lo scopo di bonificare l’altopiano di Colfiorito (o piano del casone). Ignoriamo, allo stato attuale delle ricerche, se la costruzione della “Botte“, tenesse in qualche modo conto della passata esistenza del condotto romano, cui corre pressoché parallela, ma è in ogni caso interessante che interventi analoghi, effettuati nello stesso sito con le stesse finalità e, in pratica, le stesse tecniche, nonché come, ancora una volta, la realizzazione di “grandi opere“, spesso tanto deprecate, abbia però permesso la scoperta di realtà archeologiche che mai sarebbero venute in luce.
INFO e CONTATTI
Appuntamento alle ore 9:00 a Serravalle di Chienti – Corso G. Leopardi, 73
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Durata: 4 h
Mu.P.A. Serravalle di Chienti – PALAZZO COMUNALE DI SERRAVALLE DI CHIENTI – Tel. : 3396372705 o 3397743826 Email : gmp.gaia@gmail.com website: http://www.serravalle.sinp.net o www.gmpgaia.it
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Data e ora dell'Invasione:
Giorno: 29/04/2018Ora: 09:00
Luogo da invadere:
Serravalle di Chienti - Corso Leopardi 73Capo Invasore:
FedegeoSito Web
www.gmpgaia.itMappa
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