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Le origini della chiesa di S. Maria di Sovereto sono legate ad un episodio che come spesso accade, è frutto di una tradizione leggendaria. In un anno imprecisato compreso in un arco di tempo tra XI e XII secolo, mentre un pastore menava al pascolo il gregge una pecora, col piede affondò nel terreno, che dal praticato foro sorgendo splendente luce quel pastore, scoprì in una piccola grotta, limmagine della Vergine illuminata da un fuoco arabo .
Il dipinto realizzato su legno, raffigura la Madonna con il Bambino che rientra nella tipologia delle icone che, secondo la tradizione, sarebbero state portate in Occidente nel 730 (figura 1).
Della più antica cappella eretta a devozione della Madonna di Sovereto non esistono vestigia e tracce documentarie, mentre i primi riferimenti di un ecclesia dedicata alla Vergine di Sovereto sono datati al 1175. Eppure con il toponimo di Suberitum già da tempo si indicava un casale rurale, poco distante da Terlizzi. In questo territorio tra l XI e il XII secolo ne sorsero tanti, (Balena, Cesano, S. Lucia, Spelunca, S.Giuliano, Fovea, Ciurcitano), che vanno intesi come veri e propri villaggi o complessi rurali con una popolazione stabile. Casali che, nella seconda metà dellXI secolo, si caratterizzavano per la presenza di edifici ecclesiastici.
Fino al 1475 la comunità fu Precettoria e da allora in poi fu Commenda, avendo perduto la sua funzione originaria a seguito del progressivo abbandono della consolare via traiana fra il sacco turco di Otranto (1480) e la battaglia di Lepanto (1571). Il santuario veniva affidato ad un amministratore, solitamente un ecclesiastico. Verso la metà del 500 la sacra Icona fu portata in città e collocata in una cappella della Chiesa Madre (concattedrale di Terlizzi). La permanenza dellIcona a Sovereto si limitò al periodo semel (questa locuzione è legata ad una sorta di rito collettivo) in anno fra il 23 aprile e il primo sabato di maggio. Per tutto il 600 il compendio soveretano attraversò il periodo più nero della sua storia per via delle carestie, di pestilenza e di sommosse popolari. Il 1669 il commendatario Jo: Batt. Gadaleta apportò qualche modifica alla facciata aprendo una finestra quadribolata sulla porta.
Nel 700 con il risveglio del culto della sacra Icona, don Francesco Bonaduce, fece realizzare a spese del popolo un nuovo tempietto ostensoriale in argento al posto del precedente di legno. Nel 1725 mons. Pacecco visitando la chiesa di Sovereto dispose che vi fosse trasportata la pala daltare dal dossale di legno scolpito e dorato, conservata nella chiesa dismessa di Ciurcitano.
Dal 1760 al 1762 il commendatario Fr. Marco Gerunda, realizzò una serie dinterventi importanti che stravolsero lassetto interno del santuario.
A lui si deve infatti, la costruzione della cantoria lignea, la decorazione a stucchi di volte e pareti e la compilazione di un Cabreo inerente la consistenza patrimoniale della Commenda, ricca di possessi fondiari. Con la soppressione nel 1808 dellOrdine dei Cavalieri di Malta da parte Gioacchino Murat tutti patrimoni delle commende appartenenti allOrdine furono restituiti al demanio, sorte che toccò anche la commenda di Santa Maria di Sovereto, fino al suo completo smembramento nel 1812 quando le strutture della chiesa, del convento, dellospedale e del monastero vennero acquistate dal clinico terlizzese Michele Lamparelli.
Da questo momento in poi il santuario subì modificazioni e frazionamenti che oggi rendono così problematica la restituzione storico-architettonica dellintero complesso.
Nel 1857 venne rifatto il pavimento interno della chiesa mentre nel 1874 fu la facciata a subire ulteriori manomissioni tra cui il portale e, probabilmente laddossamento del campanile a vela (figura 1), nonché la realizzazione, allinterno della chiesa, di un sepolcreto della famiglia Lamparelli come riporta unepigrafe.La zona nella quale doveva essere ubicato il convento delle monache di S.Marco e gli ambienti dellospizio dei pellegrini, diventati di proprietà privata, cominciarono a subire una serie di interventi protrattisi fino ai giorni nostri cancellando in tal modo le importanti tracce del passato medievale e rinascimentale delle strutture.
Infine la divisione della proprietà tra privati ha reso inaccessibili alcune zone come quella della parte esterna dellabside, negando così al pubblico la possibilità di fruire di un interessante espressione dellarte muraria e scultorea romanica del nostro territorio.
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Data e ora dell'Invasione:
Giorno: 27/04/2014Ora: 10:30